martedì 10 novembre 2009

Vicenza si sente più sicura, ma furti e rapine fanno paura

SONDAGGIO. Elaborato da “Panel Data” che ha intervistato 900 residenti nelle sette province
Il 54% degli intervistati sostiene di essere soddisfatto di vivere in città

Da "Il Giornale di Vicenza" di Martedì 03 Novembre 2009, Cronaca, pagina 15, di Chiara Roverotto

La sicurezza è un tema che scotta. Parlare di spaccio, immigrati, incidenti, rapine porta la maggior parte dei residenti della Regione a chiedere non solo più forze dell’ordine, ma anche l’impiego dell’esercito. Fortunatamente, non è così in tutte le province: i cittadini di Vicenza e Treviso infatti - rispetto al febbraio scorso - hanno registrato un certo miglioramento. I dati vengono forniti da un sondaggio realizzato dalla “Panel data” su un campione di 900 residenti nel Veneto. “Monitor sicurezza” il tema del sondaggio che rivela la percezione della sicurezza dei cittadini nel luogo in cui vivono. Gli ultimi dati, pubblicati in questi giorni, hanno messo in evidenza come il 53% degli abitanti del Veneto si sente sicuro nelle proprie città. Ma furti, rapine, la presenza di immigrati irregolari (Vicenza rimane la terza provincia con oltre 90 mila stranieri), lo spaccio di droga continuano a destare preoccupazione in particolare a Verona, Venezia e Padova, dove rimane sempre alto il consenso per l’impiego dell’esercito, anche se è necessario investire maggiormente per le forze dell’ordine che operano sul territorio.Tornando ai dati, se per tre veneti su quattro il livello di sicurezza è rimasto sostanzialmente invariato rispetto all’inizio dell’anno, il 12 %, invece, ha registrato un certo peggioramento. In alcune zone il degrado e la crescita della criminalità sono particolarmente rilevanti e si torna a parlare di aree metropolitane importanti come Padova, Venezia e Verona, mentre a Treviso e Vicenza si può apprezzare un significativo miglioramento ( rispettivamente il 55% e il 54% di cittadini si dichiarano soddisfatti). Secondo la metà degli intervistati nella nostra provincia, il problema sicurezza rientra in una percezione più “soddisfacente”: si sente, ma non in maniera così pressante come accadeva anni addietro quando il problema era più dibattuto. Ma quali sono gli episodi di criminalità che preoccupano maggiormente i veneti? I furti e le rapine in casa ( 29%), ma anche la presenza di immigrati irregolari ( 21%) e lo spaccio di droga ( 18%). Non vanno trascurati, poi, i pericoli sulle strade ( 14%) determinati spesso dall’incoscienza di guidatori ubriachi o drogati. «Il quadro emerso dall’indagine- osserva Michele Pasqualotto, coordinatore della ricerca- è che, soprattutto nell’ultimo anno, in Veneto si sia intrapresa la strada giusta per garantire la sicurezza dei cittadini. Ma rimane fondamentale e necessario aumentare gli sforzi, soprattutto nelle province che continuano ad essere meno sicure di altre, o addirittura in peggioramento». La ricetta da seguire? «Secondo gli intervistati- conclude Pasqualotto- è piuttosto semplice: più forze dell’ordine sul territorio rappresenterebbero già un passo importante per migliorare la qualità della vita dei cittadini nelle aree in cui vivono».

L’agonia di Stefano Cucchi

Tutta la documentazione clinica sull’ultima settimana di vita e di sofferenza

«Non c'è alcun mistero sulla morte di Stefano Cucchi. Può sembrare paradossale, ma tutto è documentato e leggibile negli atti», queste sono le parole del professor Luigi Manconi riferite dall'onorevole Giuseppe Giulietti dell'associazione Articolo21. «E si tratta di un atto di accusa che non può essere ignorato, né dalle istituzioni, né dalla politica né, per quanto ci riguarda, dai media. Per queste ragioni - prosegue Giulietti - l'associazione Articolo21 non solo ha deciso di riprendere la documentazione ma anche di chiedere a tutti i blog e a tutti i siti di linkare i video e la documentazione pubblicata. Ci auguriamo, infine, che tutte quelle trasmissioni che hanno trovato il tempo e lo spazio per dedicare ore ed ore di trasmissioni ai delitti di Cogne, di Perugia, di Garlasco vogliano finalmente dedicare analoghe attenzione alla vergognosa vicenda di Cucchi o a quella già dimenticata di Aldo Bianzino o alla restituzione della memoria e della verità alla famiglia Aldrovanti di Ferrara, la cui vicenda per molto tempo fu circondata da un silenzio complice ed omertoso. Comprendiamo che si tratti di "delitti più scomodi" e meno utilizzabili all'industria della paura ma non per questo si può fingere di non vedere, di non sentire e di non sapere».

http://www.abuondiritto.it/

Pubblichiamo l’intera documentazione clinica su Stefano Cucchi, a partire dal referto del medico del 118 delle ore 5.30 del 16 ottobre, fino ai diari sanitari del reparto detentivo del Pertini e al certificato di morte del 22 ottobre. Lo facciamo col consenso scritto ed esplicito dei familiari di Stefano, dopo aver trasmesso il materiale alla Procura della Repubblica di Roma e aver informato della nostra iniziativa l’Autorità garante della privacy. Abbiamo deciso questo passo perché da questa documentazione emerge come una moltitudine di operatori della polizia giudiziaria, del personale amministrativo e delle strutture sanitarie, abbiano assistito – inerti quando non complici – al declino fisico di Stefano Cucchi e fino alla morte. Ed emergono, con cruda evidenza, le contraddizioni, ma anche le vere e proprie manipolazioni ai danni di Stefano Cucchi e dell’accertamento della verità. E risulta soprattutto che Stefano decide di non nutrirsi e di non assumere liquidi – causa della morte, secondo i sanitari – “fino a quando non avrà parlato con il proprio avvocato” (così è scritto di pugno di un medico). Non gli fu consentito. Quella notazione è una sorta di confessione del delitto da parte di chi non ha saputo o voluto impedirlo. Balza agli occhi, in altre parole, che sulla morte di Stefano Cucchi non c’è alcun “mistero”: in quella documentazione c’è tutto. Il caso di Stefano Cucchi è diventato occasione di una riflessione pubblica sul nostro sistema di giustizia e sulle nostre strutture penitenziarie. Non solo in Italia. Ho ricevuto una richiesta d’informazioni da parte dell’ufficio londinese di Amnesty International intenzionata a condurre una propria inchiesta indipendente sulla vicenda.

(Abbiamo “cancellato” dalla documentazione nomi e cognomi del personale responsabile e alcune informazioni private su Stefano Cucchi, in nessun modo significative ai fini dell’accertamento della verità).

http://www.abuondiritto.it/index.php?limitstart=5

MEMORIA

Giovedì 15 ottobre 2009

Verso le ore 23.30 Stefano Cucchi viene fermato dai carabinieri nel parco degli acquedotti, a Roma.

Venerdì 16 ottobre

Alle ore 1.30 del mattino si presentano, con Stefano, presso l’abitazione della famiglia Cucchi in via Ciro da Urbino, due uomini in borghese, poi qualificatisi come carabinieri e altri due carabinieri in divisa della caserma dell’Appio Claudio. Iniziano a perquisire la stanza di Stefano mentre questi tranquillizza la madre dicendole “tranquilla, tanto non trovano nulla”. In effetti nulla trovano nella sua stanza, rinunciando a perquisire il resto dell’appartamento e dello studio, pur dopo l’invito della famiglia a procede. I carabinieri a loro volta tranquillizzano i familiari, dicendo che Stefano è stato sorpreso con poca “roba” addosso (20 gr. principalmente marijuana, poca cocaina e due pasticche, secondo alcune notizie filtrate da ambienti delle forze dell’ordine e degli inquirenti, “di ecstasy”: secondo il padre “di Rivotril”, un farmaco salvavita contro l’epilessia, regolarmente prescrittogli dal medico curante). I carabinieri comunicano inoltre che l’indomani alle 9 si sarebbe celebrato il processo per direttissima nelle aule del tribunale di Piazzale Clodio. Stefano dice di voler avvisare il suo avvocato di fiducia, comunicandone il nome ai carabinieri, i quali gli assicurano che verrà fatto. Alle ore 12 circa del mattino Stefano arriva in aula scortato da quattro carabinieri. Il suo volto è molto gonfio, in contrasto impressionante con la sua magrezza (i genitori affermano che il suo peso prima dell’arresto è di circa 43 kg) e presenta lividi assai vistosi intorno agli occhi. Invece di trovare l’avvocato che aveva indicato per la sua difesa gli viene assegnato, inspiegabilmente, un avvocato d’ufficio. Durante l’interrogatorio del giudice, si dichiara colpevole di “detenzione di sostanze stupefacenti, ma in quanto consumatore”. Stefano alle 13 circa viene condotto via, ammanettato, dai carabinieri, dopo la sentenza di rinvio a giudizio (udienza fissata per il prossimo 13 novembre) con custodia cautelare carceraria. A questo punto Stefano viene consegnato alla polizia penitenziaria. Ed è la polizia penitenziaria che – intravedendo qualcosa? Temendo qualcosa? – richiede che Stefano venga visitato. Il referto dei medici del palazzo di giustizia delle ore 14.05 riscontra “lesioni ecchimodiche in regione palpebrale inferiore bilateralmente” e “lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori”, quest’ultime non visionate, ma solo dichiarate da Stefano Cucchi, in quanto rifiuta di farsi controllare. Questa ricostruzione è in netto contrasto con quanto dichiarato dal ministro Alfano il giorno 3 novembre 2009. Il ministro dichiara infatti che dalle ore 12.30 alle ore 13.00 (questa la durata dell’udienza) “il giudice e il pm non riscontrano alcuna anomalia”. Appare strano che solo mezz’ora dopo i segni diventino invece evidenti ai medici di turno del tribunale. I carabinieri lo conducono quindi a Regina Coeli affidandolo alla custodia della Polizia penitenziaria. All’ingresso in carcere viene sottoposto a visita medica che evidenzia la presenza di “ecchimosi sacrale coccigea, tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della deambulazione". Viene quindi trasportato all’ospedale Fatebenefratelli per effettuare ulteriori controlli: in particolare radiografie alla schiena e al cranio, non effettuabili in quel momento all’interno dell’istituto penitenziario. In ospedale viene diagnosticata “la frattura corpo vertebrale L3 dell'emisoma sinistra e la frattura della vertebra coccigea”.

Sabato 17 ottobre

Nel corso della mattinata viene nuovamente visitato da due medici di Regina Coeli i quali ne dispongono nuovamente il trasferimento al Fatebenefratelli. Da qui, nel corso della mattinata (ore 13,15), viene trasferito all’ospedale Sandro Pertini. La famiglia viene avvisata del ricovero di Stefano solo alle ore 21. Alle ore 22 circa i genitori si presentano al pronto soccorso e vengono indirizzati al “padiglione detenuti”. Al piantone viene chiesto se è possibile visitare il paziente, ma la risposta che viene data ai familiari è: “questo è un carcere e non sono possibili le visite”. Alla precisa domanda rivoltagli dai genitori: come sta Cucchi Stefano?, il piantone li fa attendere per poi invitarli a ritornare il lunedì successivo (dalle 12 alle 14), per parlare con i medici.

Lunedì 19 ottobre

I genitori si recano alle ore 12 presso il padiglione detenuti e ripetono al piantone la richiesta di visitare Stefano. Vengono fatti accomodare nel vestibolo, gli vengono presi i documenti e nell’attesa chiedono a una sovrintendente appena uscita dal reparto quali siano le condizioni di salute del figlio. La risposta della sovrintendente è: “il ragazzo sta tranquillo”, ma ancora una volta viene negata ai genitori la possibilità di un colloquio con i medici con la motivazione che l’autorizzazione del carcere non è ancora arrivata. Di fronte all’insistenza dei genitori, che specificano di voler solo parlare con i medici, e non anche avere un colloquio con il figlio, la stessa sovrintendente li invita a ripresentarsi il giorno successivo, affermando che per l’indomani l’autorizzazione sarebbe sicuramente arrivata.

Martedì 20 ottobre

Alle ore 12 i genitori si recano nuovamente al “Pertini”, ripetendo al piantone la richiesta di visitare Stefano. Questa volta il piantone nega loro l’ingresso, dichiarando – ed è la prima volta che viene detto esplicitamente - che “sia per i colloqui con i detenuti sia per quelli con i medici occorre chiedere il permesso del Giudice del Tribunale a Piazzale Clodio”.

Mercoledì 21 ottobre

Alle 12.30 il padre di Stefano , dopo una mattina passata in tribunale, ottiene il permesso del Giudice della settima sezione per i colloqui. Decide di non andare a Regina Coeli per farsi vistare il permesso in quanto l’ufficio competente chiude alle 12.45, rimandando tutto al giorno successivo.

Giovedì 22 ottobre

Stefano Cucchi muore alle 6.20 di mattina. La certificazione medica rilasciata dal sanitario ospedaliero parla di 'presunta morte naturale'. Alle ore 12.10 un carabiniere si presenta a casa Cucchi trovando solo la madre del ragazzo, essendosi il padre recato a Regina Coeli per il visto, e chiede a questa di seguirlo in caserma per comunicazioni. La signora non può, trovandosi sola con la nipotina, e così il carabiniere dichiara che sarebbe tornato più tardi. Alle ore 12.30 alla madre di Stefano viene notificato il decreto del Pm con cui si autorizza la nomina di un consulente di parte. È in questo modo che la signora Cucchi viene a sapere della morte del figlio. Entrambi i genitori si recano al Pertini dove il sovrintendente e il medico di turno dichiarano di “non aver avuto modo di vederlo in viso in quanto si teneva costantemente il lenzuolo sulla faccia”. Si precipitano quindi all’obitorio dell’istituto di medicina legale dove si presenta loro un’immagine sconvolgente: il volto del figlio devastato, quasi completamente tumefatto, l’occhio destro rientrato a fondo nell’orbita, l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme, la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una frattura, la dentatura rovinata.

Venerdì 23 ottobre

Viene effettuata l’autopsia. Al consulente di parte, nominato dalla famiglia, non viene consentito di scattare fotografie. Il corpo di Stefano Cucchi ora pesa 37 Kg.In questi giorni si sono succedute numerose dichiarazioni. Si è venuto così a sapere che dal reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini è impossibile telefonare, e che il motivo per cui ai familiari di Stefano è stato negato il colloquio con i medici è che: ''Si è data applicazione all'accordo previsto dalle Asl secondo cui nessuna informazione può essere data a familiari e parenti senza l'autorizzazione del magistrato. Questo divieto può essere superato dall'autorizzazione firmata dal detenuto”. Si dice anche che Stefano abbia firmato un documento in cui chiedeva di non informare nessuno delle sue condizioni di salute.

venerdì 6 novembre 2009

Annecy, festival cinema, Vicenza sul “red carpet”

GEMELLAGGI. Ieri mattina si sono riunite in città le due giunte per discutere di programmi . Formisano: «Proporre film che abbiano come protagonista la città» Variati: «Diffondere una cultura di pace». Brasier: «15 anni rilevanti»

Da "Il Giornale di Vicenza" di Domenica 01 Novembre 2009, Cronaca, pagina 14, di Chiara Roverotto

Un gemellaggio che si vorrebbe rinnovare. Che vorrebbe togliersi un po’ di polvere, non perché ne abbia accumulata molta in 14 anni, ma per ricominciare lungo un cammino fatto di cinema, ecologia, scambi con anziani, ragazzi, sport, cultura.Del resto, il tempo passa, le esigenze mutano. E capire i cambiamenti diventa fondamentale, soprattutto se si vogliono unire o cementare le caratteristiche di due città che non possono essere solo economiche, geografiche.Quindi avanti Savoia, intesa come regione geografica della Francia, e via ad una riunione fiume tra i componenti delle due giunte che si è tenuta ieri nella cornice di palazzo Chiericati (la delegazione di Annecy è arriva in città venerdì sera ed è in partenza stamattina) per mettere nero su bianco programmi, iniziative, interventi, e tutto alla luce di uno spirito di collaborazione che in questi anni non è mai venuto meno. Prima dei progetti, però, le politiche, e su questo il sindaco Achille Variati è stato molto chiaro: «La crescita di una cultura europea passa prima attraverso le nazioni, poi le regioni e, infine, le città. Ultima appendice che rappresenta l’Europa dei popoli, perché di fatto promuove lo scambio tra le persone». Ma il sindaco è andato oltre. «Vicenza, suo malgrado, - ha affermato - sta diventando una città militarizzata, quindi ci dobbiamo impegnare a fondo nella diffusione di una cultura di pace, per questo chiederemo una mano anche ai “gemelli” di Annecy».Dalla premessa agli impegni che costituiranno la spina dorsale dell’attività delle due città nel 2010, in cui verranno festeggiati i tre lustri del gemellaggio. Tra gli argomenti trattati la scuola, l’economia, la salute, lo sport, gli anziani e in particolare l’ambiente con il protocollo previsto da Agenda 21. «Ci piacerebbe portare il film vicentino ad Annecy - ha confessato Federico Formisano, consigliere comunale con delega ai gemellaggi, che ha organizzato l’incontro -. Ogni pellicola che interessi la città: da Bollywood, a Casanova, dai film storici a quelli più pensati. Al riguardo ci sarà una riunione con con il consorzio “Vicenzaè” l’Ascom e l’Assoartigiani per far sì che nel prestigioso festival della città francese vengano inseriti anche cortometraggi “vicentini”. «15 anni sono un anniversario importante - ha ribadito l’assessore all’Istruzione Mireille Brasier - che intendiamo valorizzare nel migliore dei modi. In particolare sui temi ambientali che restano da sviluppare e da rilanciare se vogliamo assicurare un futuro ai nostri figli. E poi riprenderanno gli scambi con le scuole, importanti per gli studenti appartenenti alle due città».Insomma di carne sul fuoco ne è stata messa molta, la giunta vicentina ricambierà la visita istituzionale ad Annecy, probabilmente, nella prossima primavera.

giovedì 5 novembre 2009

Associazioni, si svolta: due bandi per le sedi

LA NOVITÀ. Il Comune rivoluziona il metodo d’assegnazione degli spazi
Scuola Giusti ed ex Ufficio leva: largo a 30 gruppi

Da "Il Giornale di Vicenza" di Giovedì 29 Ottobre 2009, Cronaca, pagina 17, di Marco Scorzato

Basta con la questua delle sedi. Basta con le file di presidenti di associazioni che bussano alla porta dell’assessore al Patrimonio per chiedere una “dimora” per il loro gruppo organizzato. D’ora in poi le sedi delle associazioni vicentine saranno assegnate sulla base di un bando. Lo ha deciso la Giunta Variati, individuando tre immobili comunali che saranno messi a disposizione per questo scopo: l’ex scuola elementare Giusti, l’ex Ufficio leva in via Arzignano e dei locali in via Spalato. Il bando sarà pubblicato il 5 novembre e resterà all’albo pretorio e sul sito web del Comune per un mese. Il meccanismo prevede di premiare con punteggi più alti le associazioni che si aggregheranno per condividere spazi e progetti. L’assessore al Patrimonio Antonio Dalla Pozza, illustrando la delibera, l’ha definita una «piccola rivoluzione copernicana». Così, aggiunge, «togliamo discrezionalità all’assessore di turno e stimoliamo l’associazionismo a collaborare di più: premiando il merito e non “chi è amico di”...».La ricerca delle sedi è un problema sentito dalle associazioni. Sono circa 200 quelle ospitate nelle circoscrizioni; un’altra sessantina trova spazio in altri immobili comunali. «E in lista d’attesa ci sono circa 50 associazioni - ricorda Dalla Pozza -. Almeno a una trentina di loro, con questo bando, pensiamo di dare risposte». L’ex Ufficio, con nove stanze ed una sala riunioni, leva sarà destinato alle associazioni combattentistiche e d’arma: c’è spazio per una dozzina di gruppi. La scuola Giusti sarà invece dedicata a 15-20 associazioni che operano nel sociale. «L’assegnazione delle sedi è prevista per una durata di tre anni, con l’obiettivo però di stabilizzare le associazioni», fa sapere l’assessore. La scadenza è fissata invece a «due anni» per la scuola Giusti, in quanto «l’indirizzo della Giunta è di mettere in vendita quell’immobile», dirottando le associazioni a San Rocco, nel complesso da ristrutturare.L’altro edificio che il Comune intende rispolverare a favore del mondo associativo è l’ex bocciodromo comunale di via Rossi: «È da tempo chiuso e rischia il degrado - rileva Dalla Pozza -. Una ristrutturazione per noi sarebbe troppo onerosa, ci costerebbe tra i 250 e i 300 mila euro». Di qui la decisione di Giunta di ricorrere ad «una gara ufficiosa per la concessione novennale dell’immobile».

Tutti vogliono fare i vigili urbani, in duemila a concorso per 120 posti

MAXI SELEZIONE.
Tante domande presentate per la graduatoria unica alla quale attingeranno 79 comuni Vicentini. Dal 10 le prove attitudinali. Il 40 per cento dei candidati è donna. Cifre complessivamente sorprendenti: è colpa della crisi o della voglia di un posto fisso?

Ma Vicenza ne assumerà soltanto da 2 a 7

Da "Il Giornale di Vicenza" di Martedì 03 Novembre 2009, Cronaca, pagina 17, di Chiara Roverotto

Oltre duemila domande per un impiego nella polizia municipale, l’assessore alla sicurezza Antonio Marco Dalla Pozza ha due chiavi di lettura: la prima legata alla crisi economica per cui un concorso offre qualche speranza in più. «E, poi, entrare nella pubblica amministrazione non può che fornire certezze maggiori». Ma dopo le varie prove: quanti vigili potrà assumere il Comune? «Da 2 a 7. Il patto di stabilità non ci fa andare molto lontano. Gli uffici stanno facendo tutti i calcoli possibili per vedere come riusciremo ad assumere queste persone. Nelle pieghe di bilancio qualcosa è rimasto, poi ci sapranno dire. Certo - prosegue Dalla Pozza - non sono molti rispetto ad una pianta organica attuale di 129 agenti e di una prevista di 150». Eppure tutti parlano di sicurezza, i cittadini ne chiedono di più. «Bisogna anche avere la possibilità di mettere a punto alcune strategie. Noi, con il personale che abbiamo stiamo già facendo molto. L’arrivo di qualche nuovo assunto potrebbe migliorare un pò la situazione, ma non risolverà certo la carenza di organico. I compiti della polizia municipale sono sempre maggiori, ma se ci chiedono sicurezza non possiamo certo dimenticare le strade. Non possiamo accettare che i morti aumentino, la prevenzione è fondamentale». Il tanto auspicato arrivo dell’esercito? «Preferirei avere le risorse per far fronte a tutte le assunzioni di cui abbiamo bisogno. Onestamente - conclude Dalla Pozza -, dislocare sul territorio uomini che non lo conoscono, non mi sembra la strada più corretta. Meglio investire su chi già opera o potrebbe lavorare, visto che in ogni occasione, almeno, sanno come muoversi».

Trovati nove sbandati nell’area ex Lanerossi, l’ex area Domenichelli «Demolita in un mese»

IL BLITZ. Polizia, vigili e il cane della finanza in azione all’alba: 3 arresti

Da "Il Giornale di Vicenza" di Mercoledì 04 Novembre 2009, Cronaca, pagina 10, di Diego Neri

Nove sbandati, tre dei quali sono finiti in manette. Altri tre sono stati denunciati, gli ultimi saranno espulsi.È questo l’esito del blitz compiuto all’alba di ieri dalle forze dell’ordine all’interno dell’area ex Lanerossi, lungo via Rossi, nel quartiere dei Ferrovieri. Quattro pattuglie delle volanti della questura, con altrettante della polizia locale e il cane antidroga della guardia di finanza sono entrate nella zona del vecchio complesso industriale, abbandonata da molti anni e oggi di proprietà di una società immobiliare. Una zona diventata - in base alle segnalazioni dei residenti - ricettacolo di sbandati e disperati, che cercano un riparo per la notte. Gli agenti, guidati dal vicequestore Cecchetto della questura e dal vicecommissario Schiavo della polizia locale, hanno trovato nove persone nelle prime due palazzine; gli altri stabili erano vuoti. In una tre punkabbestia vicentini che dormivano con i cani, tutti denunciati per vecchie pendenze con la giustizia. Nell’altro stabile c’erano 6 magrebini, senza documenti, che sono stati accompagnati in questura per essere identificati. Il marocchino Arbi Amdoni, 28 anni, e il tunisino Hamdi Ahmed, 20, sono stati arrestati per clandestinità recidiva; il tunisino Tarek Louaiti, 30, invece, per detenzione di 40 grammi di hashish ai fini di spaccio, che teneva nascosti sotto il suo povero giaciglio. Altri tre immigrati sono stati avviati all’espulsione perché irregolari in Italia, anche se in realtà ben difficilmente lasceranno il paese (non ci sono soldi per i viaggi aerei di rimpatrio). Poco prima, polizia e vigili avevano compiuto un blitz alla ex Domenichelli, dove erano stati segnalati dei giorni scorsi altri senzatetto. Alle 6 di ieri, però, non c’era nessuno.«Ringrazio il questore e i protagonisti dell’operazione - ha detto l’assessore alla Sicurezza Dalla Pozza -. Si tratta di un’azione scaturita dalle sollecitazioni dell’amministrazione e dagli impegni presi con i residenti, per garantire zone libere in attesa delle demolizioni degli stabili».

L’ex area Domenichelli
«Demolita in un mese»
DEGRADO IN CENTRO. Dopo l’accordo con i proprietari e il Comune, si accorciano i tempi.
I privati intenzionati a chiudere la partita in poco tempo.
Anche per l’ex Corte Pellizzari in corso S. Felice si avvicina la stessa sorte
Da "Il Giornale di Vicenza" di Mercoledì 04 Novembre 2009, Cronaca, pagina 10, di Chiara Roverotto

«L’ex area Domenichelli verrà demolita nell’arco di poco tempo. Se ce la facciamo entro novembre. Massimo entro le prime settimane di dicembre. Infatti la società che rappresento vorrebbe mettere la parola fine ad una vicenda che si sta trascinando da troppo tempo. Il degrado è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo già speso 130 mila euro per bonificare il tetto dei vecchi magazzini dall’eternit e ora a preoccuparci è la palazzina degli uffici che - sebbene sbarrata e murata in più occasioni - continua ad essere, a quanto sostengono residenti e forze dell’ordine, un ricettacolo per sbandati, tossicodipendenti, prostitute e quant’altro... E i continui blitz di polizia e vigili urbani ce lo confermano». L’arch. Sergio Carta che rappresenta la società “Maddalene” proprietaria dell’area è intenzionato a chiudere la partita nel giro di poco tempo anche perché l’accordo con il Comune è già stato sottoscritto, per cui non resta che procedere con l’abbattimento. Chiesto, peraltro, a chiare lettere dal Comitato dei residenti capitanato da Florio Cappon e dallo stesso sindaco Variati alle prese, su quell’area, con problemi di ordine pubblico non certo irrilevanti.«Naturalmente - prosegue l’arch. Carta - le spese per la demolizione del vecchio stabile saranno a carico dei privati. A questo punto si tratta solo di accelerare l’iter e da parte nostra vorremmo definire la questione una volta per tutte».Se anni addietro, infatti, la società era un po’restia a percorrere questa scelta, ora dopo quanto concordato all’interno del Pat, Piano di assetto territoriale, sembra si voglia mettere il piede sull’acceleratore. Al posto dell’ex area Domenichelli, una volta che verrà rasa al suolo, saranno costruiti 19 mila metri cubi di volumi con diverse destinazioni: direzionali, con quote riservate alla residenzialità, al commercio al dettaglio, compreso quello alimentare nel rispetto delle norme del regolamento comunale in materia di pubblici esercizi. In questa nuova destinazione troveranno posto una piazza con un nuovo segmento di viabilità allineato con via Firenze. Al Comune - e questo è l’aspetto più importante - sarà riservata un’area pari a 2.500 metri quadrati sul lato verso la stazione. E proprio in questa fetta di terreno dovrebbero trovare posto il nuovo municipio ed, eventualmente, anche la sede delle Aim. Ma su questo punto punto l’opposizione in Consiglio sembra dissentire. La Lega su tutti i gruppi consiliari che preferirebbe una ridistribuzione degli spazi comunali tra piazza Biade e l’ex tribunale.Ma non è finita. Anche un altro edificio a pochi metri dall’ex Domenichelli sembra destinato alla demolizione: si tratta dell’ex Corte Pellizzari di corso S. Felice e Fortunato di proprietà dell’Ivem. «Un altro ricettacolo notturno di giovani sbandati - conclude l’arch. Carta - e anche per quell’area l’accordo con il Comune è stato raggiunto, per cui vorremmo solo procedere...». Insomma, via alle ruspe...


martedì 3 novembre 2009

Misure per il contenimento degli inquinanti atmosferici 2009/2010

Proposta delle misure da adottare per il contenimento degli inquinanti atmosferici nella stagione invernale 2009-2010.
Decisione di Giunta Comunale del 23 Ottobre 2009

Nell’ambito delle azioni dirette alla prevenzione ed alla riduzione dell’inquinamento atmosferico nell’area urbana, da programmare per la prossima stagione invernale, si sottopongono a codesta Onorevole Giunta le misure da adottare per il prossimo inverno, informando nel contempo che, a partire dal 1° Gennaio scorso, si sono registrate già più di cinquanta giornate nelle quali non è stato rispettato il valore limite giornaliero di PM10 per la protezione della salute umana.

http://www.arpa.veneto.it/bollettini/htm/riepilogo_sup_pm10.asp

Vale la pena di ricordare che da alcuni mesi gli assessori all’Ambiente dei sette Comuni capoluogo di provincia del Veneto stanno cercando di trovare, nella completa assenza di iniziative di coordinamento ed indirizzo da parte della Giunta Regionale, un’intesa sulle misure comuni da adottare in tema di limitazione del traffico veicolare più inquinante, nonché sulle “best practices” che ogni Amministrazione Comunale ha adottato per ridurre l’inquinamento atmosferico. Tuttavia, per il momento il coordinamento tra Comuni non è riuscito a portare all’adozione di un unico provvedimento, ma semplicemente all’elaborazione di alcune linee guida, alla redazione di un elenco delle misure adottate nei singoli Comuni ed alla probabile richiesta di audizione da parte della VII Commissione del Consiglio Regionale del Veneto, al fine di sollecitare l’adozione di provvedimenti pianificatori e di coordinamento da parte della Giunta Regionale, uniti alla concessione di adeguate risorse economiche ai Comuni impegnati a fronteggiare il problema dell’inquinamento dell’aria.

Infine, si rileva come – oltre alla Regione, che non ha più provveduto a convocare il Tavolo Tecnico, nonostante una richiesta formale dei sette assessori all’ambiente dei comuni capoluogo – anche la Provincia di Vicenza non abbia ancora provveduto a convocare il Tavolo Tecnico Zonale, nonostante una richiesta verbale in tal senso già avanzata dal Comune capoluogo circa un mese fa.
Già l’anno scorso una riunione organizzata dal Comune di Vicenza, presso la sala consiliare, con i Comuni contermini e con quelli inseriti nella “Fascia A”, al fine di informare gli stessi delle misure che il Comune intendeva adottare, era stata successivamente trasformata dalla Provincia in riunione formale del TTZ.

In merito alle azioni dirette, rientranti tra gli interventi emergenziali da assumere per gli elevati livelli di inquinamento atmosferico, si propone quindi di introdurre la limitazione della circolazione veicolare, per i veicoli non rispondenti alle direttive Euro 2 e successive (Euro 0 ed Euro 1) ed ai ciclomotori a due tempi e non catalizzati.
Si propone inoltre per quest’anno, come anticipazione di misure che dovranno in futuro essere adottate, un ampliamento delle misure limitative, con estensione anche ai veicoli diesel Euro 2 (così come già previsto dalle rispettive ordinanze nelle confinanti regioni della Lombardia e dell’Emilia Romagna), aumentando così l’efficacia delle misure nei confronti dei veicoli maggiormente inquinanti.
Tale nuova misura sarà adottata in via sperimentale a partire dal mese di Gennaio 2010, in modo da favorire al meglio la comunicazione al cittadino, e sarà attuata nel solo pomeriggio del mercoledì.

Mezzi circolanti COMUNE VICENZA
Dati riferiti ai mezzi immatricolati e circolanti nel 2007

EURO 0 = automobili 8.545 (Provincia 64.550), Veicoli industriali leggeri e pesanti 1.435, Autobus 200, Moto 4.592
EURO 1 = automobili 6.611 (Provincia 52.402), Veicoli industriali leggeri e pesanti 933, Autobus 29, Moto 1.952
EURO 2 = automobili 20.014 (Provincia 160.695), Veicoli industriali leggeri e pesanti 1.967, Autobus 105, Moto 1.549
EURO 3 = automobili 16.265 (Provincia 128.089), Veicoli industriali leggeri e pesanti 2.712, Autobus 90, Moto 811
EURO 4 = automobili 17.838 (Provincia 118.874), Veicoli industriali leggeri e pesanti 663, Autobus 10, Moto
EURO 5 = automobili n.d. (Provincia n.d.), Veicoli industriali leggeri e pesanti 12, Autobus 23, Moto
Non contemplato = automobili 0 (Provincia 2), Veicoli industriali leggeri e pesanti 7
Non identificato = automobili 18 (Provincia 142), Veicoli industriali leggeri e pesanti 5, Autobus 0, Moto 19

TOTALE = automobili 69.291 (Provincia 524.754), Veicoli industriali leggeri e pesanti 7.734, Autobus 457, Moto 8.923

Totale veicoli sottoposti a blocco
24.297

Totale veicoli circolanti
85.964

Con aggiunta Euro 2 diesel il mercoledì
33040

Nel corso dei primi tre mesi del 2009, in cui è stata in vigore l’ordinanza relativa alla scorsa stagione invernale, le pattuglie della polizia locale hanno controllato complessivamente 5311 veicoli, comminando 506 sanzioni. È quindi stato sanzionato il 9,5% dei veicoli fermati.
L’ufficio ecologia del Comune ha analizzato 457 verbali (pari al 90% del totale) per estrapolare alcune informazioni. Ne è risultato che il 37% dei trasgressori è residente a Vicenza, il 50% in provincia (di cui il 42% nei comuni confinanti), e il 13% non risiede nel Vicentino. Il 54% dei trasgressori, poi, è cittadino italiano, il 14% è cittadino di altri Stati europei e il 32% proviene da altri continenti.
Solo il 3% dei verbali è stato staccato nella nuova area ampliata, mentre l’età media dei trasgressori è di 41 anni.
La maggior parte delle violazioni infine si sono concentrate alle 16 del pomeriggio (29%) e alle 10 del mattino (26%), mentre il giorno della settimana in cui si sono contate più infrazioni è stato il mercoledì (20%), seguito dal lunedì e dal giovedì (20%).
Dei 5311 veicoli controllati, pur essendo Euro 0 o Euro 1, il 21,6% (pari a 1145 automobilisti) non sono stati sanzionati, in quanto rientranti nelle eccezioni al divieto di circolazione. Più precisamente, 633 automobilisti sono risultati ultrasessantacinquenni, 196 possedevano l’autocertificazione che dava diritto a circolare (ad esempio, veicoli di primo soccorso e medici in servizio di reperibilità), 195 avevano a bordo almeno 3 persone (car pooling) e 121 avevano il permesso per invalidi. Altri 558 veicoli infine – ovvero il 10,5% di quelli fermati – erano alimentati a gpl o a gas metano.

Il blocco della circolazione per i veicoli sopra indicati sarà applicato in due fasce orarie, dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì, nel periodo compreso dal 16 novembre al 18 dicembre 2009 e dall’11 gennaio al 31 Marzo 2010. Ciò potrebbe permettere, secondo gli studi compiuti dai Settori “Ambiente” dei capoluoghi di provincia del Veneto, un abbattimento delle polveri sottili percentualmente vicino alla soglia del 10%, pur rimanendo su livelli ovviamente insufficienti a raggiungere il rispetto dei limiti di legge, soprattutto in caso di livelli particolarmente elevati di concentrazioni delle polveri sottili in atmosfera.

Fra le principali eccezioni si dovrebbero riconfermare quelle riguardanti i veicoli usati per il trasporto dei bambini e dei ragazzi da/per gli asili nido, le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado, limitatamente al percorso casa – scuola e ai trenta minuti precedenti e successivi l’orario di inizio e fine delle lezioni, e quelle riguardanti i veicoli condotti da ultrasessantacinquenni, solo se residenti e proprietari del veicolo, ricordando tuttavia che gli ultrasettantacinquenni usufruiscono gratuitamente – nell’intero arco della giornata – dei mezzi del trasporto pubblico locale.

Rispetto allo scorso anno, si amplierà ulteriormente l’area sottoposta alle limitazioni, andando ad includere tutta la parte del Mercato Nuovo (lasciando libero l’accesso al parcheggio di interscambio di Via Farini), e la zona dei “Pomari”, permettendo la percorribilità di Via Fermi (dove è ubicata la sede dell’Aci) e di Via Moneta sino alla rotatoria con Via Soldà. La percentuale di territorio comunale interdetta alla circolazione dei veicoli maggiormente inquinanti dovrebbe quindi superare il 51% (oltre 13 kmq), mentre i cittadini residenti nella parte soggetta alle limitazioni alla circolazione supererebbero i 77.000.

Qualora inoltre, durante il periodo previsto per le limitazioni alla circolazione veicolare, si registrasse nella centralina di rilevamento dell’inquinamento atmosferico in automatico di San Felice, per più giorni consecutivi, il superamento del valore limite del PM10 di 24 ore per la protezione umana – pari a 50 µg/m3 – e si determinasse una situazione acuta di inquinamento atmosferico, dovrebbero essere introdotte, attraverso apposita ordinanza sindacale motivata dai gravi rischi per la salute pubblica, ulteriori misure restrittive alla circolazione (compreso il blocco totale della circolazione) e all’impiego degli impianti termici.

A causa delle note difficoltà di bilancio, si è optato per l’eliminazione del meccanismo – introdotto nel corso dell’anno passato – per il quale, a fronte di nove giorni consecutivi di sforamento dei livelli delle polveri sottili, al decimo giorno si sarebbe dovuto programmare un blocco totale della circolazione, da tenersi nella prima domenica utile successiva al verificarsi dell’evento. Ciò avrebbe comportato il rischio, evitato nella scorsa stagione invernale, di avere più giornate di blocco, senza alcuna copertura finanziaria che permettesse di mettere a disposizione della cittadinanza i mezzi del trasporto pubblico locale con riduzioni di prezzo o addirittura esentando i passeggeri dal pagamento del titolo di viaggio.
Nondimeno si fa presente che, nonostante la cessazione dell’automatismo previsto, potrebbe essere comunque necessario interdire la circolazione dei veicoli: ciò comporterebbe la necessità di reperire, in corso d’anno, le eventuali risorse finanziarie per agevolare i cittadini e non precludere così il diritto alla mobilità.

A fronte delle probabili disponibilità di bilancio per il 2010, si propone che una “Domenica ecologica” possa tenersi il giorno 21 o 28 marzo 2010. Rispetto al passato, e quindi alla concomitanza con la “Stravicenza” di corsa, potrebbe essere necessario lo slittamento di una settimana, qualora il 21 Marzo si tenessero le elezioni regionali, ed una limitazione totale della circolazione veicolare potrebbe entrare in conflitto con la tutela, costituzionalmente prevista, dell’esercizio del diritto di voto. Presumibilmente anche altri Comuni capoluogo del Veneto organizzeranno, nella stessa data, la loro giornata di blocco della circolazione veicolare.

Inoltre, nel provvedimento che disciplina le limitazioni alla circolazione veicolare, dovrebbero essere inserite le misure riguardanti il divieto di climatizzazione dei locali non abitati degli edifici e dell’impiego dei soffiatori all’aperto dal lunedì al venerdì per i privati cittadini.

L’ordinanza sindacale che vieta il bruciamento all’aperto di ramaglie e di residui di cantiere verrà modificata, introducendo la deroga per le manifestazioni pubbliche (il rogo della “strìa”) e per le azioni svolte dagli agricoltori, nei mesi di febbraio e marzo, a tutela delle opere idrauliche (fossi). Entrambe tali fattispecie saranno comunque sottoposte all’obbligo di preventiva comunicazione del rogo, per permettere al Settore le opportune verifiche ed evitare i possibili abusi.

Verrà inoltre, nel corso del 2010, tramite devoluzione di mutuo, finanziata la razionalizzazione della rete di rilevamento cittadino degli inquinanti, con la dismissione della centralina di Borgo Scroffa, non più rispondente alla norma per la sua collocazione troppo vicina ad un incrocio trafficato, ed il suo riposizionamento nell’area est della città (Ca’ Balbi). Si doterà inoltre la centralina del quartiere “Italia” di un analizzatore automatico per le PM10, in luogo dell’attuale rilevatore manuale, in modo che questa stazione, posizionata in un’area prevalentemente residenziale, diventi quella di riferimento.

Nel corso del 2010 è inoltre intenzione del Settore avviare la redazione del “Piano Comunale di Risanamento dell’Atmosfera”, attraverso un probabile affidamento dell’incarico alla Facoltà di Ingegneria Ambientale dell’Università di Padova, in modo tale da ottenere un risparmio sui costi.

Si propone infine che l’ordinanza di limitazione del traffico preveda anche l’invito, da trasformare in prescrizione per il prossimo anno, a mantenere negli edifici civili una temperatura massima di 19° C e in quelli industriali di 17°, in diminuzione di un grado rispetto a quella prevista per legge, e a non utilizzare camini e stufe che non rispettino i principi di efficienza energetica (misura già adottata dalla Regione Lombardia e dal Comune di Treviso). Inoltre si inviterà l’azienda di trasporto pubblico ad utilizzare – durante il periodo di limitazione della circolazione per il traffico più inquinante – solo veicoli a basso impatto ambientale, escludendo quelli che ricadono nelle classi Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel.

Relativamente alle politiche integrate da porre in essere per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, si rammenta che lo scrivente assessorato ha incontrato, in diverse occasioni, alla presenza di un funzionario dell’Assessorato alla Mobilità, i vertici aziendali di “Aim Mobilità”, chiedendo la possibilità di studiare un sistema di scontistica rivolto esclusivamente ai cittadini (residenti) coinvolti dalle misure di limitazione del traffico. La proposta pervenuta potrebbe introdurre una particolare scontistica a favore dei proprietari dei veicoli oggetto dell’ordinanza. In particolare, si prevedono un biglietto giornaliero (singolo e “familiare”) a prezzo agevolato, un abbonamento settimanale scontato, ed un “carnet” di 10 biglietti di andata/ritorno, utilizzabile nel mese solare, a costo dimezzato.

E’ ancora una volta da sottolineare che la responsabilità per le azioni da intraprendere in materia di contrasto all’inquinamento atmosferico grava sulle Amministrazioni Comunali, ed in particolare su Sindaco ed Assessore all’Ambiente. Recenti azioni della magistratura, inquirente e giudicante, hanno portato a severe misure nei confronti di amministratori locali (come nei casi del Mugello e di Palermo).

Ci si appella quindi a codesta Onorevole Giunta Comunale affinché, nella ripartizione delle risorse economiche previste dal bilancio 2010, si tenga in debito conto la necessità di destinare maggiori poste al tema dell’inquinamento atmosferico, evitando così il possibile, anche se non certo, coinvolgimento penale di amministratori di questo Comune.

Cordiali saluti.

L’ASSESSORE ALL’AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO
Antonio Marco Dalla Pozza
Vicenza, 23 Ottobre 2009

Primarie. Chiusi i conti nel Pd, ecco tutti i nomi degli eletti vicentini

POLITICA. Dopo il voto popolare di domenica
Il calcolo dei “resti” favorisce soprattutto la mozione Marino

Da "Il Giornale di Vicenza" di Giovedì 29 Ottobre 2009, Cronaca, pagina 16

Il Partito democratico del Veneto ha chiuso i conti della “primarie” di domenica definendo le proporzioni del consenso popolare ai tre candidati alla segreteria regionale e delle rappresentanza d’area nelle nuove assemblee. Da quella veneta prossimamente in riunione a Padova uscirà il nome del nuovo segretario regionale, scelto tra i due candidati che hanno preso più voti - la bersaniana Rosanna Filippin (46,13% e 79.403 voti il 25 ottobre) e il franceschiniano Andrea Causin (30,82% e 53.044 voti) - con il concorso degli eletti per la mozione terza arrivata, quella del mariniano Felice Casson. Quest’ultimo si è fermato con la sua percentuale di consenso al 23%, ma la sua area ha beneficiato nel Vicentino dall’assegnazione di preziosi “resti” regionali che - secondo le indicazioni fornite dalla segreteria congressuale - nel conto proporzionale hanno alzato la sua rappresentanza di eletti in provincia.

Queste le quote vicentine tra i 70 posti nazionali e i 200 regionali.

BERSANI. 6 eletti nazionali e 15 regionali.
Per l’Assemblea nazionale.
Vicenza e Berici: Achille Variati, Marika Danieli.
Alto Vicentino: Luigi Poletto, Emilia Laugelli, Stefano Fracasso, Erica Bertoncello.
Per l’Assemblea regionale.
Vicenza e Berici: Alessandra Moretti, Gianluca Ghirigatto, Cristina Rossi, Giuliano Raimondo, Marta Tonin.
Alto Vicentino: M. Antonietta Spiller, Giacomo Possamai, Lia Colpo, Franco Visonà, Irene Segafredo, Giovanni Reginato, Daniela Bassetto, Pietro Menegozzo, Stefania Stefani, Fabio Siviero.

FRANCESCHINI. 3 eletti nazionali e 9 regionali.
Per l’Assemblea nazionale.
Vicenza e Berici: Daniela Sbrollini.
Alto Vicentino: Marco Rossetto, Keren Ponzo.
Per l’Assemblea regionale.
Vicenza e Berici: Antonio Dalla Pozza, Marina Petroni, Filippo Carpanese.
Alto Vicentino: Elisa Cavalli, Maurizio Scalabrin, Yvonne Masetto, Andrea Zorzan, Elisabetta Fortuna, Francesco Boschetto.

MARINO. 2 eletti nazionali e 9 regionali.
Per l’Assemblea nazionale. Vicenza e Berici: Giuseppe Peronato.
Alto Vicentino: Luigi Creazzo.
Per l’Assemblea regionale.
Vicenza e Berici: Enrico Peroni, Ingrid Bianchi, Massimo Piazza.
Alto Vicentino: Paola Razzetti, Sandro Ronca, Valentina Cecconello, Vincenzo Cordiano, Giuliana Corà, Alberto Simoni.

http://www.pdvi.it/2009/10/28/i-delegati-vicentini-allassemblea-nazionale-e-allassemblea-regionale/

lunedì 2 novembre 2009

Ecocittà, Vicenza al 79° posto a causa dell’inquinamento

LEGAMBIENTE. Il rapporto annuale sul sistema urbano retrocede il capoluogo di tre posizioni.
Verbania al top, segue Belluno.
Bene la differenziata ma non basta

Da "Il Giornale di Vicenza" di Martedì 27 Ottobre 2009, Cronaca, pagina 20, di N.M.

Bene in raccolta differenziata: 13° posto in Italia. Bene anche in trasporti pubblici, per numero di viaggi per abitante e per chilometraggi. Benino sulla diffusione del fotovoltaico, 29° posizione. Ma questi dati del 2008, non bastano a garantire un buon piazzamento a Vicenza nel XVI° rapporto sull’Ecosistema urbano, realizzato da Legambiente, Sole 24 Ore e Ambiente Italia. Presentato ieri, il quadro sulla qualità ambientale di 103 capoluoghi di provincia non vede il Veneto brillare nè Vicenza migliorare le sue performance: dal 76° viene retrocessa al 79° posto. Le città venete sono “tartarughe” a causa soprattutto di uno dei parametri chiave: l’inquinamento atmosferico. «Un problema - dice Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto - che può essere affrontato solo potenziando il trasporto pubblico. Il contrario di quanto fa la Regione Veneto che investe solo in nuove opere stradali».

LA CLASSIFICA. Verbania vince la classifica della qualità ambientale davanti a Belluno e Parma . Male il Sud, malissimo la Sicilia: Catania è fanalino di coda. In generale il rapporto registra una battuta d’arresto nelle politiche ambientali urbane e una scarsa agilità nello sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte dalla gestione dei rifiuti, della mobilità, dell’energia. Non attira il trasporto pubblico, le isole pedonali sono immutate da un anno all’altro (0,35 mq per abitante), le zone a traffico limitato si sono rimpicciolite (da 2,38 mq per abitante ai 2,08 attuali), la congestione da quattroruote è identica (circa 64 auto ogni 100 abitanti), mentre sale solo dell’1% l’efficienza della depurazione (dall’88% all’89%), e il parametro migliore alla fine è quello della raccolta differenziata: un +2,79% che però lascia l’insieme delle città ferme al 27,19%, lontano dal 50% che andrebbe raggiunto entro il 2009. In uno scenario fermo spiccano le performance di Verbania, Belluno, Parma, Bolzano e Siena, nei primi cinque posti della classifica; Catania, Crotone, Agrigento, Frosinone e Caltanissetta sono in fondo.
IL VENETO. Belluno è ancora una eco città al top: 2° posto ma ne era al primo lo scorso anno. Venezia perde 4 posizioni e si classifica al 14° posto. Tutte le altre città del Veneto si piazzano oltre il 50° posto. Verona migliora la propria classifica e arriva al 52° posto (era 75° lo scorso anno), Padova si classifica al 54° posto (nel 2008 era al 64°), Rovigo si conferma in 58° posizione, Treviso perde sette posizioni e scende in classifica al 78°. Chiude la classifica veneta Vicenza che perde tre posizioni e si classifica al 79° posto. La cementificazione del territorio, poi, secondo Legambiente è una emergenza: negli ultimi dieci anni il Veneto ha registrato un boom edilizio. Tra il 1999 ed il 2008, secondo i dati del Cresme e della Cassa Edile Artigiana Veneta, si sono prodotte 339.000 nuove abitazioni e le volumetrie residenziali ultimate hanno superato i 135 milioni di metri cubi. Una produzione che si è accentuata nell’ultimo periodo con medie annue di oltre 16 milioni di mc nel 2006 e 2007 e di oltre 15 milioni di mc nel 2008.
VICENZA. Al 68° posto per concentrazioni di biossido di azoto, al 67° per numero dei giorni in cui si sfora la soglia di allarme dell’ozono, all’84° posto per concentrazione di polveri sottili nell’aria. Prima in Veneto invece per il contenimemto delle perdite della rete idrica, al 36° posto in Italia per piste ciclabili, al 61° per politiche energetiche, al 29° per zone Ztl.

venerdì 23 ottobre 2009

Perchè sostengo DARIO FRANCESCHINI e ANDREA CAUSIN

Domenica 25 Ottobre si svolgeranno le elezioni primarie del Partito Democratico, alle quali mi sono candidato all’Assemblea Regionale per sostenere le candidature di Dario Franceschini e di Andrea Causin a segretario nazionale e regionale del Partito.

E’ un momento importante, di grande democrazia, al quale – al di là della preferenza sul candidato – auspico fortemente vogliano partecipare tantissimi vicentini.

Far partecipare gli elettori alla designazione del segretario di un partito può sembrare una scelta strana, in un Paese nel quale per fondare un partito può bastare salire sul predellino di un auto. Ma è una scelta fondamentale per far percepire il grado di democrazia che connota la grande organizzazione di cui faccio parte, e che non a caso si definisce “Partito Democratico”.

L’invito quindi ai nostri elettori, oltre che agli iscritti, è quello di far sentire forte la propria voce, in un momento fondamentale anche per il nostro Paese e per la nostra Regione, spazzando via – con il proprio libero voto – qualunque tentativo di ricreare un sistema correntizio tradizionale dentro al nostro Partito.

Ad un Governo che si divide perchè sta fallendo le risposte alla terribile crisi economica che vive il Paese, a chi immagina il nostro partito diviso, a chi distorce la realtà trasformando la normale competizione tra candidati – ciascuno certo con la propria declinazione dei temi, ma tutti fondamentalmente con in mente l’idea di rendere il PD più forte – va data una risposta secca: e questa può venire solo da una grandissima partecipazione al voto domenica prossima.

Ho deciso di sostenere Dario Franceschini alla carica di segretario nazionale perché, nei pochi mesi in cui è stato segretario, ha già potuto dimostrare le sue qualità, tenendo in piedi il Partito in un momento in cui la maggioranza di governo già lo dipingeva come prossimo all’implosione.

Ma lo sostengo soprattutto perché con lui mi sembra emerga meglio lo spirito che ha portato alla nascita del PD. Per me, che sono stato segretario cittadino dei Democratici di Sinistra, sarebbe stato certamente più semplice appoggiare un candidato che provenisse dal mio stesso percorso, invece di sostenere un cattolico proveniente dalla Margherita.

Ma il Partito Democratico e questo congresso non sono stati fatti per contarci nuovamente, per sapere chi pesa di più tra coloro che provengono dai DS o dalla Margherita. Oggi aderiscono al PD tantissime persone che di quelle storie non hanno fatto parte. E il PD è nato per fondere culture tra loro diverse, accomunate dal profilo riformista e progressista, non per tornare ad un passato che non c’è più.

Certo, l’idea di votare un bravissimo dirigente dei DS, quale è stato l’altro principale candidato di queste primarie, mi fa venire un po’ di nostalgia per il passato, per il partito in cui ho militato. Ma quando ho scelto il PD ho pensato ad un’idea diversa di partito, a un partito che avesse vocazione “maggioritaria”, che aspirasse a rappresentare una larghissima parte del Paese, e non ad un partito che mi facesse ritornare al rischio dell’Unione, quella larghissima coalizione che andava da Mastella a Ferrero.

Oggi abbiamo bisogno sì di risalire la china del consenso elettorale, ma abbiamo anche necessità di dare una prospettiva lunga ad un Partito che abbiamo appena creato, e del quale stiamo costruendo giorno per giorno il vocabolario.

Questi sono i motivi per cui ho scelto Dario Franceschini. E per gli stessi motivi appoggio, in Veneto, la candidatura di Andrea Causin, oggi consigliere regionale, che ha già saputo dimostrare di avere grande conoscenza del nostro territorio, dei suoi problemi e delle sue eccellenze.

Ne ho potuto apprezzare in queste settimane le capacità di leadership e di coinvolgimento – nella individuazione di proposte innovative per la nostra Regione – dei giovani, delle donne, degli esponenti della società civile e dell’impresa.

Tutte doti che, a pochi mesi dalle elezioni, ci consentiranno di non partire da zero nella costruzione di una alternativa credibile di governo per la nostra Regione.

Finito questo congresso, comunque, considererò conclusa l'esperienza di appartenenza ad una "mozione": questo per non alimentare in modo alcuno la nascita di una logica correntizia interna al Partito. Chiunque vinca avrà il mio sostegno per continuare a far crescere il Partito Democratico e per dare un governo diverso e migliore all’Italia ed al Veneto.

Per raggiungere questi grandi obiettivi però servirà l’aiuto di tutti, a partire da una amplissima partecipazione al voto per le primarie di domenica.


Antonio Marco Dalla Pozza

Assessore Comune di Vicenza
e capolista per l’Assemblea Regionale collegio di Vicenza Sud per la "Mozione Franceschini"