domenica 20 febbraio 2011

«Il clima muta, la politica dorme, e allora mi appello ai bambini»

Daniele Pernigotti presenta il suo libro


I cambiamenti climatici spiegati ai bambini.
Oggi, domenica 20 Febbraio 2011, alle 17.30, Daniele Pernigotti presenterà a “Spazionadir”, in contrà Santa Caterina 20, il suo ultimo libro “Il Clima”, edito da Giunti Junior. È un manuale dedicato alle nuove generazioni per illustrare il cambiamento del clima e per insegnare alcuni comporta- menti che nella vita di tutti i giorni possono contribuire a limitare l'“impatto climatico”. L'incontro con l'autore vicentino - giornalista e consulente per l'ambiente - docente prima a Cà Foscari a Venezia e ora all'Università di Trento, sarà moderato da Antonio Dalla Pozza, assessore all'Ambiente del Comune. Le illustrazioni del libro sono dell'artista vicentina Selene Campanella.


Qual è il livello di consapevolezza in Italia sui cambiamenti climatici?
In Italia è tornato il negazionismo. Spesso passa il concetto che i cambiamenti del clima o non ci sono o, se ci sono, non sono negativi. Ma per la comunità scientifica il cambiamento climatico è un dato di fatto inequivocabile. Ho visto un servizio del tg nazionale che dopo una nevicata a Milano diceva che è in arrivo il “raffreddamento globale” e non credevo alle mie orecchie. Uno dei grandi quotidiani nazionali ha messo sullo stesso piano il rapporto dell'Ipcc, l'organismo legato all'Onu che studia i cambiamenti climatici con il contributo di 2.500 scienziati e che nel 2007 ha vinto il premio Nobel per la pace, e l'opinione di Carlo Ripa di Meana che dice che quello studio non è vero. Così il lettore pensa che il cambiamento del clima sia ancora da dimostrare, anche se non è così, e gira pagina.
Lei nel 2007 ha pubblicato un libro per spiegare agli adulti i cambiamenti climatici mentre ora si rivolge ai bambini. Con chi è più facile parlare?
Ai bambini non è facile spiegare i cambiamenti climatici, ma sono molto più attenti, mentre gli adulti sono diffidenti. I bambini fanno domande interessanti, tipo: “Perché la politica non risolve il problema?”. La risposta è semplice: perché nessuno vuole fare il primo passo e tutti aspettano. Il futuro è dei bambini di oggi, devono esse- re loro a “svegliarsi” su questi temi. Un politico, invece, ha una visione del futuro che non va oltre i cinque anni da ora, ma bisogna ragionare guardando ai prossimi 50 o 100 anni. In Europa qualcosa si muove, in Italia si dorme.
Come si possono affrontare i cambiamenti climatici?
Non c'è la bacchetta magica. Di certo siamo di fronte alla più grande sfida dell'umanità, tutti sono coinvolti. Serve un cambiamento culturale che porti a capire che l'energia ha un valore, che il clima è tema centrale. Tutti dovrebbero chiedersi: “Sto consumando più energia del necessario?”. In Italia si dovrebbe intervenire sulle case, che sono come scatole di cartone, per limita- re la dispersione di energia; e si dovrebbe potenziare il trasporto pubblico.
Ci sono esempi di nazioni virtuose in questo senso?
Ce ne sono molti. Penso ad esempio alla Norvegia che ha dichiarato che entro il 2050 azzererà le emissioni di anidride carbonica, usando fonti di energia pulita».
Da "Il Giornale di Vicenza" di Domenica 20 Febbraio 2011, Cronaca, pagina 22

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