lunedì 11 aprile 2011

Sulle strade di Vicenza una strage senza fine

Purtroppo ci risiamo, tragicamente.

Per l'ennesima volta, ieri sera, una persona ha perso la vita a Vicenza mentre attraversava sulle strisce pedonali.

Per la seconda volta in otto giorni (la prima solo una settimana fa, in Viale Del Sole, con vittima un ciclista straniero) chi causa l'incidente è un "pirata" della strada, che fugge.

E come la scorsa settimana - "fortunatamente", se così si può dire nella disgrazia inaccettabile di una vita irrimediabilmente perduta, nel dramma di una famiglia che perde un marito o un padre o un figlio - il pirata della strada viene acciuffato e consegnato alla giustizia.

E qui viene il punto.

Ho visto con i miei occhi, ormai tanti anni fa, la scena di un incidente.

Ho visto due vite spezzate, coperte solo da un sudario bianco.

Ho visto i feriti, con lesioni gravissime che hanno impiegato mesi per essere sanate.

Ho visto le facce attonite dei sopravvissuti, attorno a lamiere contorte di auto irriconoscibili.

Ho visto gli occhi pieni di lacrime dei parenti delle vittime, tenuti a distanza dalle Forze dell'Ordine, che cercavano di avere notizie sui loro cari, con i cuori gonfi di angoscia.

Ho sentito le pietose bugie dei medici e degli infermieri.

E ho visto il viso di chi aveva causato quell'incidente, uscendo da una curva a gomito, di notte, su una strada provinciale, correndo a 120 Km/h, non riuscendo ad evitare un gruppo di persone ferme a dare soccorso ad una persona uscita di strada.

Alla fine, omicidio colposo plurimo, un paio d'anni di condanna (ad un incensurato non fanno poi tanto male) e un po' di problemi con la patente.

Ieri sera, su una strada della mia città, un pedone attraversa la strada sulle strisce.

Un automobilista si ferma per lasciarlo passare, mentre un'altra auto supera e falcia il pedone.

E qui torna il punto.

Credo che sia tempo che il legislatore faccia il suo dovere, e chiami chi compie questo tipo di azioni con il nome che merita.

Assassino.

Volontario.

Il legislatore, per punire alcuni abusi commessi da qualche comando di Polizia Locale in qualche piccolo Comune in crisi di liquidità, ha sostanzialmente tolto - con un garantismo che non fa bene a nessuno - la possibilità di rilevare efficacemente gli eccessi di velocità sulle strade urbane (tra i più pericolosi comportamenti per la sicurezza stradale), imponendo a chi fa i controlli di segnalare gli autovelox 400 metri prima con una segnaletica adeguata o tenendo i lampeggianti accesi. (E perchè non mettere anche una hostess, a fianco del cartello, che consegni una mappa agli automobilisti sull'esatto luogo della rilevazione?).

Su questo tema è stato commesso un errore, che per salvare il portafogli e la patente di qualche indisciplinato (poichè invece la maggior parte degli automobilisti non lo è), mette a rischio la vita di tante altre persone che sulle strade passano.

Ora il legislatore intervenga, prima che sia troppo tardi.

Rimuova le ottuse norme sui controlli di velocità, sanzionando per davvero chi commette abusi nelle rilevazioni, ma permettendo di tornare a rilevare con efficacia un comportamento pericolosissimo.

E, con l'occasione, consideri chi uccide un pedone sulle strisce pedonali, mettendo in atto comportamenti gravissimi come superare le auto ferme per dare la precedenza al pedone, e poi scappando, alla stregua di chi commette un omicidio volontario.

Solo così terminerà forse una mattanza continua, e che non ha pari in alcuna altra parte d'Europa.


Per parte mia, dopo tre anni di insistenza sui temi della sicurezza stradale, quella di stanotte è una mazzata difficile da digerire.

Dopo aver ordinato campagne di controlli mirati sugli attraversamenti pedonali, che mi sono pure costate insolenze privatamente rivoltemi da automobilisti scocciati dal dover rallentare di fronte ai pedoni, dopo aver dato un fortissimo impulso alla realizzazione degli attraversamenti rialzati (in particolare dove si erano verificati investimenti mortali, come in Corso San Felice, in Via Rodolfi, in Viale Trento, in Via Fratelli Bandiera), trovarmi ancora a dover redigere la tristissima contabilità dei morti in strada, è deprimente ed angosciante.

Non per questo intendo essere remissivo in questa battaglia, ma sono spinto ad intensificarla maggiormente.

A partire dalla valutazione di poter far costituire in giudizio il Comune di Vicenza nei procedimenti contro i pirati che mietono vittime sulle strade cittadine, al fine di ottenere un risarcimento da utilizzare o a favore dei parenti di chi ingiustamente muore, o per interventi di miglioramento della sicurezza stradale, comprese le lezioni che gli agenti di Polizia Locale tengono nelle scuole della città.

E' un messaggio in più che vorrei lanciare per far capire che sulle strade, quando si guida un'auto, non ci si deve mai dimenticare degli altri, in particolare di tutta quell'utenza "debole" che confida nel rispetto degli altri per poter circolare con sicurezza, e per sperare di poter tornare a casa, viva.

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